DISPLASIA DELL'ANCA



Che cos'è?

Ogni articolazione per funzionare correttamente deve avere superfici articolari perfettamente combacianti ed un insieme di tessuti (capsula articolare, legamenti, muscoli) che le tengano saldamente unite.

Quando una di queste due condizioni viene a mancare, si determina uno stress biomeccanico sull'articolazione, che porterà prima ad una infiammazione (artrite), quindi ad una alterazione (artrosi) delle superfici articolari. L'insieme di questi fenomeni reattivi a carico della articolazione coxo-femorale determina il quadro clinico della displasia dell'anca.

La displasia dell'anca é una malattia su base genetica legata a più geni (poligenetica-multifattoriale) influenzata altresì dall'ambiente in cui 1'animale vive e cresce. Di norma alla nascita le articolazioni sono normali, i primi sessanta giorni sono i più critici per lo sviluppo di displasia in quanto i muscoli ed i legamenti non sono sufficientemente sviluppati da assicurare una buona stabilità all'articolazione.

Cuccioli che crescono troppo rapidamente (eccessi alimentari) o che subiscono microtraumi da eccesso di sforzo fisico, possono essere maggiormente affetti da lassità articolare che determina instabilità, causa primaria della displasia.

Già a sei mesi i tessuti molli sono sufficientemente sviluppati da impedire l'instaurarsi della displasia. Da qui l'importanza di seguire lo sviluppo del cucciolo sin dai primissimi mesi.


Sintomi


I sintomi sono legati al dolore durante il movimento della articolazione e non sono necessariamente correlati al quadro radiografico di artrosi. Si possono avere animali con lievissimi segni artrosici ma con una dolorabilità assai marcata ed altresì cani con quadro radiografico di artrosi avanzata privi di sintomatologia.
Zoppia agli arti posteriori, difficoltà ad alzarsi e a salire le scale, riluttanza a sforzi prolungati, atrofia muscolare sono tutti sintomi riferibili a displasia dell'anca anche se non specifici in quanto presenti in altre patologie sia ortopediche che neurologiche.


Terapia

La terapia può essere di tipo medico e/o chirurgico.
La terapia medica é finalizzata a togliere il dolore e si basa sull'uso di antinfiammatori-antidolorifici come i FANS, o sull'uso dei corticosteroidi. La terapia chirurgica tende a ripristinare la funzionalità dell'articolazione e si basa sull'inserimento di protesi o sull'artoplastica con escissione della testa del femore.

Prevenzione

La prevenzione é sicuramente la parte più trascurata del problema e deve essere indirizzata, a livello di allevamento, alla selezione di animali il più possibile geneticamente e fenotipicamente ESENTI da displasia.

Purtroppo 1a selezione fatta fino ad ora che porta ad escludere dalla riproduzione solo gli animali con displasia media o grave senza curarsi della situazione dei genitori o dei fratelli, non ha isolato linee di sangue geneticamente libere da displasia. Altro punto rilevante é 1'alimentazione che, libera da eccessi, deve mirare ad un accrescimento armonico e non precoce dell'apparato scheletrico rispetto a quello muscolotendineo.

Merita una particolare citazione la possibilità di valutare precocemente i giovani soggetti per rilevarne la lassità articolare e quindi la possibilità di sviluppare displasia, a1 fine di intervenire su eventuali tecniche di allevamento non corrette ed in casi selezionati programmare interventi chirurgici correttivi che stanno dimostrandosi molto utili nel prevenire lo sviluppo di artrosi.



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