L'ADDESTRAMENTO

 

 

IL RICHIAMO

Il criterio base del richiamo è che il cane torni, e si fermi vicino. Non deve sedersi di fronte o al piede. Deve solo fermarsi abbastanza vicino da farsi toccare. Meglio ancora: tanto vicino da toccarvi.

Provate così:
Chinatevi piegando le ginocchia. Chiamate il vostro cane con tono gentile. Fategli le coccole quando si avvicina. Evitate di chiamarlo quando sapete che non verrà. Provate sempre in un ambiente sicuro, con poche distrazioni. Se non ne vuole proprio sapere, mettetegli collare e guinzaglio. Non usate un tono di voce duro. Non arrabbiatevi se non viene subito. Soprattutto: non usate il guinzaglio per costringerlo ad avvicinarsi. Chiamatelo con tono allegro. Non appena si gira a guardarvi, fate dei passi indietro. Quando vi viene incontro, chinatevi e fategli le feste. Il guinzaglio serve solo per darvi più sicurezza, per evitare che il cane se ne vada per i fatti suoi. Non dovete però trascinarlo o strattonarlo. Dovete convincerlo a venirvi vicino, non costringerlo!
Tenete dei bocconcini gustosi in tasca. Uscite in passeggiata. Quando vi viene vicino dategli un boccone. Lasciatelo di nuovo andare via. Chiamatelo mentre si avvicina, dategli il boccone se si ferma vicino a voi. Ripetete più volte.
Se è libero ed è molto distratto, provate ad avvicinarvi. Mettetegli sotto il naso un boccone prelibato. Quando si gira verso di voi, arretrate di qualche passo. Dategli il boccone e lasciatelo tornare alle sue faccende. Ricordate: il cane deve pensare che è bello venirvi vicino. Solo quando avrà davvero imparato a venire a comando potrete chiedergli di farlo anche quando non ne ha voglia.
Non dite mai vieni se non siete sicuri che il cane verrà. Il cane deve associare la parola vieni a un solo esercizio: venire verso di voi e fermarsi vicino. Non dite al cane vieni se non avete voglia di impegnarvi per farlo venire vicino. Non dite vieni se volete sgridarlo. Se il cane viene verso di voi e si ferma a più di un metro, se non si ferma, non è un richiamo.


IL “NO !”

Occorre insegnare rapidamente al cucciolo il rimprovero “NO” in modo da fargli capire che non ci piace il suo comportamento di quel momento. Usate pertanto un tono di voce secco e deciso (toni gravi), in qualche modo inequivocabile, che non consenta al cane scappatoie di nessun genere. Ricordatevi di premiare il cane, non appena cessa il comportamento indesiderato, con una carezza e con un tono di voce notevolmente diverso che vada di più sui toni acuti. Come regola ad ogni rimprovero (rinforzo negativo), non appena il comportamento indesiderato finisca, deve seguire un premio (rinforzo positivo).

Il peggiore rimprovero che possiamo fare al cucciolo consiste nel prenderlo per la pelle del collo, subito sotto le orecchie, tirarlo verso l’alto, e scuoterlo con una certa forza (attenzione a quanta ce ne mettete...) dicendogli “NO!”. Molto probabilmente il cucciolo guairà; è il momento di smettere e di rassicurarlo trasformando la presa sulla collottola in una carezza tranquillizzante. Non pretendete che il cucciolo capisca subito il rimprovero, ma non tralasciate di rassicurarlo, potreste perdere la sua fiducia e trasformarlo in un cane che avrà paura di voi. Il cane lavorerà per voi più per amore che per paura: quest’ultima, infatti, potrebbe vincerla l’amore no. Non è superfluo ricordare che ad un comportamento corretto deve seguire sempre un gesto affettuoso che può essere una carezza, un “Bravo !” detto con enfasi o un piccolo premio come una ghiottoneria, un pezzetto di formaggio ecc.


LA CONDOTTA AL GUINZAGLIO

Un cane bene addestrato che cammina al fianco del proprio padrone senza tirare è uno spettacolo sia per chi lo porta sia per chi lo guarda. Infatti, suscita ammirazione il comportamento corretto del cane al guinzaglio. Per fare ciò occorre però una certa dedizione anche di solo pochi minuti al giorno.

La prima regola da insegnare al cane è quella di non tirare; ciò si ottiene semplicemente lasciando lento il guinzaglio per tirarlo poi con la giusta decisione (attenzione con i cuccioli) per rimproverare, rilasciandolo immediatamente. Tale manovra inoltre, accompagnata dal nostro “NO!” ha il sapore del rimprovero ed è più efficace di una trazione continua alla quale il cane ben presto si abitua.

Per iniziare, occorre cambiare l’atteggiamento verso il cane e cominciare presto. Non lasciamo che il cucciolo prenda brutti vizi tirando il guinzaglio e ci porti a spasso lui. Mettiamo quindi subito un collare a strangolo della giusta misura con aria seria e disponiamoci alla destra del cane. Invitiamolo quindi a seguirci incitandolo e chiamandolo per nome come se fosse la cosa più bella da fare. Il cucciolo partirà al nostro fianco e non appena ci supererà giriamo a destra di 90° strattonando leggermente e invitandolo nuovamente a seguirci. Se invece il cucciolo dovesse restare indietro gireremo davanti a lui  (a sinistra) di 90° e così via. In breve capirà che se resta indietro gli attraverserete la strada e se vi sorpassa girerete a destra. Si disporrà pertanto, nella posizione giusta per evitare di essere strattonato. In questo preciso momento dovrete elogiarlo e, meglio ancora, dargli la leccornia preferita. Per rifinire il cane nella marcia al guinzaglio si consiglia, in ogni caso, di farsi assistere, dopo le prime volte, da una persona esperta.


IL COMANDO “SEDUTO!”

Secondo le varie scuole di addestramento esistono molti modi di far eseguire il comando “Seduto!” al nostro cane. Ne diamo uno che non è assolutamente coercitivo, ma che fa leva sull’attenzione del cane nei confronti del padrone e di ciò che lo stesso ha nella mano.

Si prende un pezzetto di formaggio o di pane (meglio se secco), o delle fette biscottate ridotte in pezzi o delle crocchette per cani, o dei biscotti, o cose del genere che comunque sappiamo gradite al cucciolo, quindi, tenendo tra le dita la leccornia la faremo annusare al cucciolo e contemporaneamente diremo con voce ferma e seria senza gridare : “Seduto!....Seduto!....” nello stesso tempo sposteremo la mano in direzione della coda del cane il quale per seguire il nostro movimento si siederà automaticamente. E’ questo il momento per festeggiare l’avvenimento dandogli la leccornia e dicendo, anche esagerando un poco, “Bravo, bravo...” ed accarezzando il cucciolo  cercando di fargli capire che ha fatto una cosa eccezionale. L’esercizio andrà ripetuto più volte aumentando progressivamente la difficoltà nel senso che gli daremo il premio solo quando eseguirà prontamente il nostro comando. E’ opportuno che la stessa procedura sia eseguita con le stesse modalità da parte di tutti i membri della famiglia.


IL COMANDO “A TERRA!”

Una volta che il cane eseguirà correttamente il Seduto, partiremo da questa posizione e, sempre tenendo tra le dita la leccornia, la abbasseremo davanti al muso del cane, facendola scorrere tra le sue zampe anteriori senza affrettare il movimento. Il cane, per prendere quello che abbiamo in mano, si abbasserà da solo nella posizione voluta. Nel frattempo che compiamo il movimento, ripeteremo, come per il Seduto, il comando :”Terra !... Terra !”. Quanto detto per il seduto vale per questo comando: non risparmieremo né feste né complimenti al nostro cucciolo.

Per entrambi i comandi sarà opportuno associare un gesto da compiere con la mano che per il “Seduto” potrebbe essere quello di tenere l’indice della mano in posizione alzata e puntato verso l’alto mentre le altre dita sono racchiuse a pugno.  La stessa posizione, ma puntando il dito verso il pavimento, può utilmente essere usata per il comando “Terra”. La leccornia, ovviamente, sarà tenuta con il pollice ed il medio della stessa mano.

In brevissimo tempo il cane assocerà il gesto con la relativa posizione da assumere e, gradualmente, sostituiremo il premio in cibo con una più economica, ma non meno gradita, carezza.

Questi esercizi comunque non vanno protratti per tempi lunghi poiché si corre il rischio di stancare il cane che perderà, di conseguenza, l’interesse per quanto sta facendo. Pochi minuti al giorno sono più che sufficienti, eventualmente ripetuti nel corso della giornata per un paio di volte. E’ meglio fare poco esercizio tutti i giorni che farne tanto un solo giorno e poi niente.


COMPORTAMENTI DA ADOTTARE

Occorre partire dal presupposto che il cane per meritarsi una qualsiasi ricompensa, deve fare qualcosa. Anche la semplice carezza deve essere, in qualche modo, meritata. Evitiamo, perciò, di andare dal cane e accarezzarlo senza motivo apparente. Sarà sufficiente chiamarlo e farlo venire da noi (si sarà alzato ed avrà così obbedito al richiamo del padrone), per fargli un quintale di carezze! Oppure gli daremo il comando “Seduto” e poi potremo giocare con lui finché vorremo.

Comportarci in modo diverso significherà, per il cane, sottomettersi al suo grado sociale e comportarci come animali di rango inferiore al suo. Questo stimolerà nel cane la convinzione di essere gerarchicamente superiore a noi e pertanto, verremo considerati sempre meno, con tutto ciò che questo comporta: un giorno, potrebbe decidere (il cane) che la stanza preferita sia di sua esclusiva pertinenza ed impedirci, magari ringhiando, di entrare... o che la poltrona del salotto sia solo sua ed impedirci di usarla facendo ricorso anche alle cattive e così via...

Appare evidente che non dovremo mai perdere la superiorità sul cane e, di conseguenza, dovremo avere gli atteggiamenti del capo-branco il quale:

·   non fa le feste agli altri ma le riceve

·   non tollera che gli altri tocchino la sua proprietà

·   non si avvicina mai per primo agli altri ma attende che gli altri, con aria sottomessa, si avvicinino a lui

·    odora gli altri ma non vuole essere odorato

·   non permette che gli altri mangino prima e dove mangia lui

·   non dimostra sottomissione

Da quanto sopra il nostro comportamento dovrà essere tale da far capire con le azioni che il capo-branco siamo noi e perciò:

·    attenderemo che sia lui ad avvicinarsi per primo

·    toccheremo le sue cose annusandole e restituendole

·   per giocare con noi dovrà fare qualcosa per meritarlo

·   dovrà mangiare solo dopo che gli avremo dato il comando

·    lo accarezzeremo mentre mangia

·   durante il gioco faremo in modo di sottometterlo un poco

 E’ ovvio che questi comportamenti non sono gratuiti ma sono il frutto di quanto avremo saputo fare con il cane fin da piccolo. Non si pensi di poter togliere impunemente ad un cane di tre anni la ciotola mentre mangia se non avremo già fatto tale operazione quando era cucciolo. 
Il cane deve sapere che il fatto di togliere la ciotola comporta o una razione ulteriore di cibo o, almeno, la restituzione della stessa.

 

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