L'Origine dei Cani domestici

 

Se si cerca su un'enciclopedia alla voce "cane" si trova la seguente definizione:

Genere di Carnivori della famiglia Canidi (sottofamiglia Canini), comprendente le varie specie di sciacallo, il lupo, il caberù o cane del Semien, il coyote, il dingo e le molteplici razze di cane domestico. La famiglia dei Canidi comprende Carnivori di norma con 5 dita negli arti anteriori e quattro in quelli posteriori, con piedi digitigradi (cioè camminano sulle dita dei piedi), unghie non retrattili atte a scavare, testa allungata: I denti canini sono ben sviluppati ed atti a dilaniare le prede. Vivono a tutte le latitudini, sono attivi in ogni periodo dell'anno. Sono fra i Carnivori più abili e resistenti nella corsa ed alcune specie possono raggiungere velocità elevate.

L'olfatto è il senso più sviluppato, seguito dall'udito; la vista non è particolarmente acuta, l'angolo visivo è ampio. Nel complesso i canidi si distinguono per la loro elevatissima capacità di adattamento ai più diversi ambienti.

In parecchie specie sono altamente sviluppati comportamenti sociali, che permettono di abbattere prede di grandi dimensioni. Attualmente il Genere canis comprende le seguenti specie: il lupo (Canis lupus), il cane domestico (Canis familiaris), il coyote (Canis latrans), lo sciacallo dorato (Canis aureus), lo sciacallo dalla gualdrappa (Canis mesomelas), lo sciacallo striato (Canis adustus), il dingo (Canis dingo da parecchi autori considerato Canis familiaris) ed il lupo rosso (Canis rufus).

All'inizio del secolo esistevano più di trenta razze di lupi, ma molte di esse sono purtroppo attualmente da considerarsi estinte o quasi, come ad esempio il massiccio lupo bianco di Terranova, il piccolo lupo giapponese, il lupo rosso del Texas. L'estinzione di queste razze è sicuramente una grande perdita di patrimonio genetico nell'ambito del genere Canis, sia per le loro caratteristiche morfologiche che per quelle comportamentali, che sicuramente differivano da razza a razza.

I cani sono in realtà dei lupi con caratteristiche morfologiche spesso molto modificate dall'allevamento; il numero cromosomico del cane domestico (Canis familiaris) è identico a quello del lupo cioè settantotto, mentre gli sciacalli ne hanno settantaquattro e le volpi rosse trentotto; non esistono vere barriere genetiche fra lupi, coyote e cani, per cui gli studiosi non sono in accordo sui limiti da attribuire a ciascuna di queste specie. In cattività sono stati sperimentati parecchi incroci che hanno dato origine a prole fertile. In natura tuttavia questi accoppiamenti normalmente non avvengono perché barriere geografiche o comportamentali isolano le popolazioni delle diverse specie. Ad esempio i coyote, che vivono nello stesso territorio dei lupi normalmente non si accoppiano con questi ed anzi le due specie sono acerrime nemiche perché in competizione fra loro.

Sono però segnalati casi di accoppiamenti fra femmine coyote e maschi lupi, ma non viceversa; nello stato del Maine il lupo indigeno è stato sostituito da una popolazione di canidi selvatici che presentano caratteristiche miste fra lupi, coyote e cani. Diverso è il caso del cane: sono noti moltissimi casi di cani rinselvatichiti che si sono frequentemente accoppiati con lupi ed hanno prodotto ibridi perfettamente fertili ; lo stesso avviene anche col coyote.
Tutto questo però nulla ci dice sull'origine dei nostri amici a quattro zampe. Secondo recenti studi i Canidi sarebbero originari del Nord America e di qui si sarebbero portati nel Vecchio Mondo e nel Sud America durante successive fasi migratorie occupando la nicchia ecologica di predatori e spazzini mangiatori di carogne, grazie alla elevata plasticità genetica della specie.

Parecchi studiosi, fra cui K. Lorenz, sostennero inizialmente l'ipotesi della discendenza delle razze domestiche di cani dallo sciacallo, Canis aureus; più recentemente accurati studi eseguiti da Wolf Herre tendono a vedere nel lupo, Canis lupus, l'antenato dei nostri amici a quattro zampe; anche Lorenz nei suoi ultimi scritti sull'argomento propende per questa ipotesi. Personalmente ritengo che si abbiano troppo pochi dati e difficilmente interpretabili sull'origine dei cani domestici; resta certo che la domesticazione del cane è molto antica e risale a circa quattordicimila anni fa.

Qualunque sia l'origine del cane, esaminando il modo di vivere e la struttura sociale delle due specie (uomo e lupo) risulta evidente l'affinità fra il comportamento dei lupi e quello degli uomini primitivi: sia gli uni che gli altri hanno iniziato la loro evoluzione come animali sociali dipendenti per la loro sopravvivenza dalla caccia ed il loro comportamento viene tutt'oggi condizionato dalla vita collettiva. Due specie così simili sotto tanti aspetti non potevano diventare che acerrime nemiche o amiche inseparabili ! e ciò è in effetti quello che è avvenuto: da una parte il lupo è stato considerato per secoli, in quasi tutte le culture e le leggende, un feroce nemico da combattere - tanto da portarlo all'estinzione in molti ambienti - mentre dall'altra il cane - stretto parente del lupo - è diventato il più fedele compagno e ausiliario dell'uomo.

Varie ipotesi sono state fatte su come può essere avvenuto il primo addomesticamento del cane. I più antichi resti fossili di cani risalgono a 14000 anni fà e furono rinvenuti nell'Iraq meridionale; le ossa di cane reperite in una caverna sono del tutto simili a quelle dei cani moderni, tanto che solo la datazione col fluoro potè stabilirne l'età effettiva; altri reperti sono di epoche più recenti,- 9500./7000 anni fà- e provengono dalle più diverse zone, anche Europee. Possiamo pensare che quando i nostri antenati, durante le loro peregrinazioni di nomadi cacciatori e raccoglitori, si radunavano in bivacchi notturni per consumare i pasti frutto delle loro cacce, branchi di canidi selvatici si aggirassero intorno all'accampamento in attesa di nutrirsi con i resti del pasto degli uomini, come avviene ancora attualmente in molti villaggi africani.

Questi canidi erano con ogni probabilità prevalentemente esemplari giovani, rigettati dal branco a struttura famigliare, ma non abbastanza forti per crearsene uno proprio. Altrettanto probabile è che l'osservazione degli spostamenti dei canidi abbia fornito all'uomo, meno dotato in quanto ad olfatto, utili indicazioni sulla posizione delle grandi mandrie di ungulati che costituivano la comune fonte di cibo. Sta' di fatto che le due specie devono essere venute in contatto molto frequentemente inseguendo le stesse prede. L'amicizia fra uomo e cane ebbe origine come una vera e propria "associazione di lavoro": con ogni probabilità alcuni cuccioli di canidi vennero raccolti dall'uomo e furono tenuti nella tribù perchè segnalavano la presenza di eventuali predatori e/o di cacciagione. In seguito questi cuccioli, divenuti adulti senza alcun timore dell'uomo, anzi riconoscendolo come conspecifico, cominciarono a seguirlo nelle sue scorribande di caccia, rendendosi utili grazie alla loro velocità, nell'inseguire le prede e nello spingerle verso i gruppi di uomini armati.

Iniziò così una "coevoluzione" delle due specie che nell'arco dei millenni ha portato alla formazione delle attuali razze canine. Ancora oggi in alcune culture del Sud America è pratica comune che le donne allattino al seno o nutrano dandogli cibo premasticato gli animali domestici; in Oceania il cane ed il maiale vengono allevati tuttora in questo modo. In queste culture domesticare significa adottare, inserire nella famiglia o nel clan l'animale che è fatto oggetto di tante cure. L'allevamento di animali tramite maternaggio non ha significato alimentare, ma più spesso gli animali così allevati vengono ritenuti sacri e riservati ai sacrifici agli Dei. Con ogni probabilità non si è avuta una sola domesticazione del cane, ma a più riprese femmine ormai domestiche sono state reincrociate con lupi di vari ceppi, con coyote e con sciacalli.

La pratica di reincrociare femmine domestiche con maschi selvatici era diffusa fino da tempi antichissimi e pare sia stata applicata anche ai bovini ed agli ovini. Nell'antico Egitto era considerato di buon auspicio possedere un cane- sciacallo, perchè lo sciacallo rappresentava il dio della morte Anubis; era quindi pratica normale incrociare le cagne domestiche con gli sciacalli: i prodotti di questi incroci, raffigurati in vari papiri, erano molto simili agli attuali Pharaoh Hounde. Fino a pochi anni fa e forse anche oggi alcune popolazioni nordiche usano accoppiare le loro cagne da slitta con lupi, per rafforzare la razza.

Quindi fin da tempi antichissimi possono essere esistite diverse varietà di cani domestici, discendenti da incroci con specie selvatiche. L'uomo, nelle sue periodiche trasmigrazioni al seguito delle grandi mandrie di ungulati avrebbe portato con se i cani domestici, aumentando le possibilità di reincrocio fra canidi, domestici o selvatici, di differenti regioni; in seguito l'uomo stesso può aver selezionato nel cane le caratteristiche che più gli servivano per i suoi scopi, facilitato dalla grande variabilità genetica derivante dalle numerose ibridazioni.

La domesticazione ha dato al cane alcune caratteristiche morfologiche ben riconoscibili, come ad esempio denti più piccoli e mascelle più corte rispetto a quelli del lupo, selezionati per ridurre la capacità di afferrare e di uccidere.

Comunque sia avvenuta la prima domesticazione, sicuramente quando l'uomo da cacciatore si trasforma in pastore nomade il cane è già da tempo al suo fianco, pronto ad accompagnarlo con il nuovo ruolo dapprima di guardiano e poi di conduttore del gregge.

 

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